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Aggiornato al: 15 Ottobre 2019 17:30
Primo Piano
Marche al bivio dell'origine

Il 37% della popolazione italiana sceglie marche globali quando si tratta di comprare articoli di abbigliamento, o calzature. Solo il 25% predilige il “made in Italy”, mentre il 38% è indifferente. I dati emergono dalla ‘Global Brand-Origin Survey’, realizzata da Nielsen su un campione di oltre 30.000 individui in 61 Paesi – Italia compresa – distribuiti in Europa, Medio Oriente, Asia-Pacifico, America Latina e Nord America.

Precisa Giovanni Fantasia, Ad di Nielsen Italia: “Il 28% è dell’idea che l’origine del brand sia il fattore di scelta principale. A livello internazionale quasi 6 persone su 10 dichiarano di volere comprare prodotti locali per supportare il proprio Paese, con un picco negli Usa (65%). L’origine costituisce, dunque, un asset importante, che può essere giocato come elemento di marketing. Ma non dimentichiamo che le marche capaci di intercettare le esigenze dei clienti, garantendo un buon rapporto qualità/prezzo, risultano quasi sempre vincenti”.

Dalla ricerca emerge che l’orientamento degli italiani ai marchi internazionali è molto spiccato nei beni durevoli. Quando si tratta di automobili il 58% ha pochi dubbi e sceglie modelli stranieri, che vengono preferiti (63%) anche nell’elettronica di consumo: cellulari, pc, televisori e macchine fotografiche.

Nel comparto della cura casa e persona, il marchio internazionale è ricercato, nell’ordine, nei cosmetici (51%), deodoranti (48%), shampoo e balsami (47%), dentifrici (47%), detersivi lavatrice (45%), pannolini per bambini (44%), lamette e rasoi (44%), saponi (42%), detergenti multiuso per le pulizie domestiche (42%).

Nel pet food il rapporto degli italiani con i marchi è suddiviso in modo equo: il 36% sceglie brand globali, il 35% locali, mentre il restante 29% è indifferente.

È nel food, evidentemente, che il prodotto nazionale vince davvero. Il 71% dichiara di scegliere il made in Italy per frutta, verdura, carne e pesce (7 punti in più della media continentale). Lo stesso orientamento è seguito per latte (66%), pelati (61%), gelati (60%), acqua (54%), yogurt (52%), biscotti (48%), succhi di frutta (45%), latte in polvere per bambini (42%).

I valori che i nostri connazionali riconoscono ai brand locali sono affidabilità (46%) e vicinanza al consumatore (50%). L’intenzione di supportare la nostra economia, acquistando italiano, incide per il 61 per cento. Ai marchi globali gli intervistati chiedono, invece, di essere soprattutto (48%) portatori di innovazione.

Un buon mix qualità/prezzo viene ricercato dal 45% di chi si rivolge ai global brand e dal 38% di chi opta per il local. Sempre al 38%, come criterio decisionale, è la promozione, mentre precedenti esperienze positive incidono per il 28%. Un italiano su tre (30%), infine, dichiara di orientarsi verso i brand locali perché ricerca sapore e genuinità.


30 Aprile 2016
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