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Aggiornato al: 25 Maggio 2019 16:00
Primo Piano
Un anno di retail sotto la lente della ricerca

Il punto sui fattori che condizionano il retail internazionale sia a livello macro (evoluzione del potere di acquisto, produttività, sviluppo rete…), sia sotto il profilo delle aspettative dei clienti: questo il quadro che si può tracciare grazie alla lettura dello studio di Gfk sullo stato del commercio al dettaglio in 33 Paesi europei e del ‘PwC Total Retail Survey 2016’. Quest’ultimo ha preso in esame i comportamenti di consumo online e l’attitudine alla multicanalità di 23.000 soggetti (1.000 italiani) in 25 nazioni.

Gfk spiega che, nel 2015, l'economia ha registrato un trend positivo e la disoccupazione è scesa, dando vigore al potere d'acquisto nominale, che è cresciuto mediamente del 3,7% rispetto allo scorso anno. In Italia però questo indicatore ha mostrato ancora una piccola flessione (-0,3).

L’andamento, tutto sommato positivo, del retail continuerà anche nel 2016. I Paesi Ue cresceranno dell’1,1% su base annua. Si prevedono dati particolarmente buoni in Romania (+7,2%) e nell’area baltica (dal +3,8% al +4,9%). Per l’Italia il pronostico si attesta sul +1,4 per cento.

Se nel corso del 2015 gli europei hanno beneficiato di una situazione favorevole, di questo hanno fruito soprattutto settori diversi dalle vendite al dettaglio, come viaggi e attività ricreative. Nonostante la maggiore capacità di spesa dei consumatori, quindi, è diminuita la percentuale dello shopping sulla spesa totale, attestandosi al 30,4% medio. In Italia la quota parte è inferiore, e pari al 25,8 per cento.

Lo scorso anno all’interno dell’Unione la superficie occupata dalle attività commerciali è cresciuta dello 0,3%. Il pro-capite per abitante risulta oggi pari a 1,17 mq (1 mq in Italia). La redditività per metro quadrato è aumentata del 2,7%, piazzandosi a poco meno di 4.200 euro. I negozi meno redditizi hanno chiuso, sotto la pressione dell’online, mentre sono state sviluppate nuove soluzioni di tipo omni-channel. Per quanto riguarda l’Italia, la produttività è stata di 4.233 euro/mq.

Passiamo alle richieste del consumatore, come emergono dall’analisi di PwC. I dati evidenziano che il talento del personale di vendita può davvero fare la differenza. Per garantire una migliore esperienza all’interno del negozio diventa importante offrire promozioni in tempo reale, personalizzate sul singolo cliente (43%), dare la possibilità di controllare velocemente la disponibilità online o in altri Pdv (37%) e servirsi, appunto, di addetti con una profonda conoscenza dei prodotti commercializzati (37%).

Lo smartphone è centrale dell'interazione con i consumatori: anche all’interno del negozio, infatti, l'utilizzo del dispositivo mobile è rilevante, in modo particolare per ricercare prodotti (39%), leggere recensioni (30%), comparare i prezzi (27%) e accedere a coupon e codici sconto (24%).

Il prezzo risulta di gran lunga il fattore che più influenza il consumatore italiano, con il 59% dei consensi. Il secondo elemento, indicato dal 27% dei partecipanti, è la capacità del retailer di effettuare consegne veloci e affidabili; al terzo posto, con il 25%, troviamo la buona politica di resi e rimborsi.

24 Aprile 2016
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