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Aggiornato al: 22 Settembre 2017 17:30
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Annuario Plma: i Mdd avanzano in Europa e in Italia

Plma, l’associazione internazionale dei produttori di marche private con sede ad Amsterdam, ha presentato l’edizione 2017 del proprio annuario.

La popolarità dei Mdd continua a crescere in Europa e i dati Nielsen, fonte del volume, mostrano che la quota di mercato, nonostante le differenze, ha dato spunti interessanti specie in Germania, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Polonia, Austria, Svezia, Norvegia e Danimarca.

I maggiori aumenti, in volume, sono stati registrati in Austria, con una salita del 2,8, al 43%, seguita dalla Germania (+2,1 e 45%) e dalla Polonia (+1,4 e 30 per cento). In 7 Stati l’incidenza, sempre in volume, è uguale o superiore al 40%. Parliamo di Spagna (52,2), Svizzera (50,8), Regno Unito (45,5), Germania (45), Austria (43,3), Belgio (43,2) e Portogallo (40,3).

La Svizzera, da sempre focalizzata sui marchi privati, ha mantenuto un posto importantissimo (anche se gli acquisti hanno perso un punto), probabilmente in virtù della rincorsa del franco – ora in fase di graduale rientro - che ha spinto la popolazione a cercare più che mai il giusto equilibrio qualità /prezzo.

Le dinamiche macroeconomiche spiegano, comunque, ben poco, visto che il successo delle Pl è generalizzato, dal Sud al Nord. La Spagna, in posizione di leadership si mantiene stabile. Idem per il Portogallo, nonostante il piccolo ripiegamento. Anche Regno Unito, Germania, Austria e Belgio, da sempre all’avanguardia nell’acquisto di Mdd, presentano cifre consistenti, confermando la crescita, a parte la lieve flessione britannica (-0,5).

Lo ribadisce Brian Sharoff, presidente di Plma: “Il 2016 è stato un altro ottimo anno. Continua così la tendenza di lungo termine, che mostra che il successo del marchio del distributore non è legato ai cicli dell’economia, ma riflette la fiducia, sempre maggiore, che gli acquirenti pongono nella Gdo”.

In Francia, la penetrazione del marchio privato, nonostante il calo di un punto, è rimasta sopra il 30% per il tredicesimo anno consecutivo attestandosi, per essere scrupolosi, al 32,8.

In tutti i Paesi scandinavi - Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia -, sono stati registrati aumenti e, per la prima volta, la diffusione dei Mdd supera il 30%, a parte la Norvegia dove la quota è comunque al 29,8 e in crescita dell’1% sul 2015.

Quote importanti si osservano anche nell’Europa dell’Est, dove, alla già citata Polonia (30,2%), si aggiungono le incidenze, ancora superiori, dell’Ungheria (stabile sul 34%), della Slovacchia (32,4) e della Repubblica Ceca (30,7).

Tra i Paesi mediterranei si distingue l’Italia (+1,1% in volume), in salita da un quinquennio e con la migliore variazione dal 2012. La quota si attesta al 21,6 in volume e al 18,6% in valore. Grecia e Turchia sono rimaste oltre i 20 punti, ma a fronte di performance calanti.

Anche se in via di riduzione, si mantiene lo storico divario fra il Settentrione e il Meridione europeo (con l’eccezione della Penisola iberica), una forbice sottolineata ulteriormente, come si è visto, dai progressi dell’area scandinava.

In Italia, in particolare, i dati Nielsen per Plma, evidenziano un progresso – +1,1% sul 2015, si è detto -, grazie a prezzi molto stabili, dal momento che i valori guadagnano appena lo 0,1. Dunque, nonostante lo spostamento di offerta verso la fascia alta, del resto in atto da tempo sia da noi, sia in altri Stati, la Pl ha continuato a presidiare la convenienza.

Per quota di mercato (in volume) il marchio del distributore, in Italia come altrove, si dimostra particolarmente forte nei surgelati (33,3%) e nei prodotti per animali domestici (32,8).

Rivelatore è il dato delle specialità alimentari e dei freschi, che da noi si piazza al 27,7%, ribadendo il consenso verso i beni ad alto contenuto di qualità e servizio. All’opposto l’incidenza è limitata nelle bevande alcoliche, dove lo share in quantità è del 6 per cento, con un dato in valore ancora più risicato, pari al 4,8 e trend leggermente riflessivi (-0,4 e -0,2 rispettivamente). A portare verso il basso l’aggregato sono probabilmente i liquori e gli spiriti, dal momento che il vino – e, in misura molto piccola, la birra - è contrassegnato dalle incessanti innovazioni dei distributori.

Avanzano, in trend, i surgelati, che registrano un +1% circa, le specialità e i freschi (mezzo punto in più).

Nel non food si osservano interessanti progressi per la salute e bellezza, nuova frontiera del marchio privato, e, a sorpresa, per il bazar. Questo a dimostrazione che alcuni segmenti non alimentari, ancora relativamente poco presidiati, potrebbero costituire un ulteriore fronte espansivo.

02 Luglio 2017
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