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Aggiornato al: 15 Novembre 2018 17:30
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Aicig fa il punto sui grandi accordi, a partire dal Ceta

Da sinistra: Giovanni Galistu (Pecorino romano), Fiorenzo Rigoni (Asiago), Riccardo Deserti (Parmigiano Reggiano), Leo Bertozzi (Aicig)

La protezione delle denominazioni Dop Asiago, Grana Padano, Parmigiano Reggiano e Pecorino Romano nel contesto degli accordi commerciali di libero scambio come garanzia dei consumatori e salvaguardia dei produttori: questo il tema affrontato nella conferenza stampa organizzata a Roma da Aicig (Associazione italiana Consorzi indicazioni geografiche) per fare il punto sulle azioni dei propri soci per la tutela del Made in Italy.

Leo Bertozzi, segretario dell’associazione, ha spiegato che “nel contesto dei mercati internazionali i consorzi italiani riuniti in Aicig e nella rete internazionale Origin - che comprende 300 indicazioni geografiche per un fatturato stimato alla produzione di oltre 30 miliardi di euro -, fanno fronte comune, in particolare verso chi, come il Consortium for Common food names Usa, svolge continuamente azioni per la difesa di nomi generici. Una circostanza - ha concluso Bertozzi - che la dice lunga sulle finalità dei colleghi d'oltreoceano”.

Le denominazioni dei prodotti italiani tradizionali sono infatti tra le più note nel panorama agroalimentare mondiale e, in quanto sinonimo di tradizione, cultura, qualità e gastronomia, rappresentano un patrimonio che va promosso e salvaguardato da tutti i tentativi di evocazioni, imitazioni o usurpazioni, che danneggiano sia i consumatori, sia i produttori.

"Le azioni di monitoraggio - ricorda Aicig - rappresentano uno degli aspetti più importanti che i Consorzi sono chiamati a esercitare di fronte a tutti. La sorveglianza e le relative azioni, anche di natura legale, a tutela delle denominazioni, viene svolta sia nel territorio dell'Ue - dove il quadro legale di riferimento è certo -, sia sui mercati internazionali, dove le norme sono, invece, quanto mai vaghe e incoerenti. Ciò avviene attraverso accordi commerciali di libero scambio dell'Unione Europea con i Paesi Terzi"

In tale contesto i Consorzi svolgono puntualmente azioni di difesa, seguendo attentamente le situazioni di mercato, a partire dal Ceta, fino ad arrivare agli accordi conclusi recentemente, come quello con il Giappone, oppure in via di definizione, come quello con Messico, o ancora quelli tuttora in discussione, come il negoziato con i Paesi Mercosur.

“Nei vari ambiti – riferisce Aicig - sono stati effettuati interventi concreti che hanno permesso, attraverso la tutela delle denominazioni, di creare situazioni positive per i flussi commerciali, in modo da permettere agli operatori di lavorare in situazioni eque di concorrenzialità”.

A oggi l’associazione comprende 64 realtà consortili italiane, vini esclusi, rappresentative di circa il 95% dei volumi delle produzioni nazionali a indicazione geografica.

Quasi superfluo ricordare che l'Italia è il Paese con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall'Unione, con un patrimonio di 298 alimenti, fra Dop, Igp e Stg, più 523 vini, fra Docg, Doc e Igt.

02 Novembre 2018
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