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Aggiornato al: 14 Ottobre 2019 12:30
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Rigoni di Asiago, 50 milioni per lo sviluppo estero

Andrea Rigoni

Rigoni di Asiago lancia un nuovo piano di sviluppo incentrato sulla crescita della quota di fatturato estero, rimodulando la propria posizione finanziaria. Il gruppo vicentino, leader in Europa nella produzione e commercializzazione dei prodotti alimentari biologici certificati, ha infatti siglato un accordo per un nuovo finanziamento di complessivi 50 milioni di euro con un pool di banche composto, in quota paritetica, da UniCredit e Banco Bpm.

L’operazione, perfezionata con il supporto di una garanzia di Sace Simest (Cassa depositi e prestiti), permetterà all’azienda di proseguire nella crescita sui mercati esteri: le confetture a marchio Fiordifrutta – market leader a valore – hanno chiuso il 2018 con una crescita a valore, sul mercato italiano, del 3,6% e iniziano il 2019 con +6,5% a valore a gennaio. Anche la crema spalmabile Nocciolata apre l’anno con un aumento, sempre in valore, di 2 punti.

In particolare Rigoni ha perfezionato negli ultimi anni una strategia di penetrazione sui mercati esteri, dove intende aumentare la propria quota, attualmente pari al 24% del fatturato, cogliendo nuove opportunità in Benelux, Germania e Francia e sfruttando così al meglio la capacità produttiva del sito di Albaredo d'Adige (VR), recentemente ampliato.

Spiega il presidente, Andrea Rigoni: “La nostra sfida è di portare i prodotti biologici italiani della nostra azienda in tutto il mondo. Questo importante contratto di finanziamento ci dà le risorse per strutturarci in maniera adeguata in tanti mercati esteri, sfruttando le competenze organizzative e commerciali del socio finanziario Kharis Capital, nostro investitore dallo scorso anno”.

Gruppo Rigoni - 136 milioni di ricavi nel 2017, con una crescita del 15 per cento sul 2016 - a seguito del riassetto societario dello scorso luglio, è oggi controllato da Giochele Srl, holding di partecipazioni della famiglia Rigoni, con una quota del 57,3% del capitale sociale, mentre il restante 42,7% è, appunto, di Kharis Capital, primario operatore finanziario focalizzato su investimenti a lungo termine in mercati consumer, con una consolidata esperienza nei mercati del food biologico e un ampio network internazionale nel mondo del food and beverage e della grande distribuzione.

07 Marzo 2019
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