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Aggiornato al: 23 Maggio 2019 08:16
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Nel biologico vincono i marchi della grande distribuzione organizzata

L'anno zero per il biologico tra supermercati e specializzati è stato il 2015? Guardando l'andamento delle vendite nei due canali nell'ultimo decennio sembra proprio di sì. Dopo il sorpasso di vendite bio del 2014 (855 milioni di euro nei supermercati contro 761 nei negozi bio) e il testa a testa del 2015 (873 contro 862), il 2016 svetta (1.191 contro 892) con incrementi a due cifre per i supermercati (+36%) rispetto ai negozi (+3%).

Il confronto emerge da “Focus Bio Bank - supermercati & specializzati 2018” edito da Bio Bank. La pubblicazione, di 78 pagine, con un ricco corredo di grafici e tabelle, si può leggere e consultare liberamente su Issuu.

La corsa alle private label di alimenti bio conferma la predominanza del moderno, visto che le referenze si sono moltiplicate per cinque, passando dalle 644 del primo censimento Bio Bank del 2001 alle 3.529 del 2017. Ma con un balzo decisivo nel 2015.

Oggi le prime tre catene, sulle 22 censite, sono Coop con 604 prodotti, Iper con 371 e Carrefour con 308. Le referenze medie per catena salgono a quota 160 rispetto alle 136 del 2015. Ed è solo la punta dell'iceberg. L'offerta complessiva è ovviamente molto più vasta, se si sommano i prodotti bio a marchio dei produttori.

Dieci invece le catene con private label equosolidali rilevate, per un totale di 62 referenze, con una media di 10 referenze per catena.

Grande fermento intorno alla cosmesi naturale e bio: otto le catene con una private label dedicata, censite per la prima volta da Bio Bank, 135 il totale delle referenze, 17 la media delle referenze in assortimento per insegna.

Sono state raccolte, dalla ricerca, anche le immagini per vedere a colpo d'occhio tutti i brand e i prodotti e capire lo sviluppo della marca sul packaging tra marche trasversali, marche bio dedicate e bollini per identificare il bio nelle marche convenzionali.

Ampliata anche la sezione dedicata ai negozi bio, dove viene pubblicato il primo censimento delle aggregazioni di negozi: da quelle esclusivamente commerciali e promozionali fino al franchising. Fenomeno che riguarda 912 negozi bio sui 1.437 censiti, con un'incidenza del 63%, in crescita lenta ma progressiva.

Intanto il cantiere europeo è aperto, apertissimo. In Francia c'è chi inaugura nuovi punti vendita specializzati nel bio. Come Carrefour arrivata a quota 15 con i suoi Carrefour Bio, ma anche come Auchan, che prima ha aperto i due punti vendita pilota Cœur de Nature e poi ha inaugurato il primo Auchan Bio a Lille. E Leclerc annuncia una grande offensiva sul bio nel 2018, con l'apertura di ben 200 specializzati, mettendo in pratica il motto di Bio Village, la sua private label: “Passare al bio non è mai stato così facile”.

In Germania, invece, Rewe chiude con gli specializzati bio Temma e punta diritto sulla marca Rewe-Bio che conta già 600 referenze. Ma, grazie all'esperienza di Temma, introdurrà la gastronomia biologica nei tremila supermercati Rewe.

Come scrive il sito specializzato Bioaddict.fr "Il biologico, quello vero, sano, etico, giusto, locale, di stagione... saprà resistere alla pressione della grande distribuzione?"

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18 Maggio 2018
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