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Aggiornato al: 23 Ottobre 2017 16:46
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Dico Tuodì: l'esito del primo incontro al Mise

Ieri, 27 luglio, le sigle sindacali - Filcams Cgil Fisascat Cisl Uiltucs – hanno rivelato, in una nota congiunta - l’esito del primo incontro svoltosi il 26 luglio presso il Mise, per trovare una soluzione al tracollo di gruppo Dico-Tuodì, annunciando anche un secondo appuntamento del tavolo di lavoro per il 19 settembre.

“In tale confronto – si legge - Valentino Fabbian (consulente incaricato di elaborare il piano necessario per ottenere dal Tribunale l’omologa al concordato in continuità), ha preannunciato sommariamente le intenzioni dell’impresa dichiarando la volontà di procedere alla riapertura graduale dei 123 punti vendita chiusi temporaneamente (a metà luglio, ndr.) e ufficializzando l’intenzione di accedere allo strumento della cassa integrazione guadagni per crisi”.

Contemporaneamente il Dicastero, rappresentato da Giorgio Carcano, nota personalità del mondo imprenditoriale e attualmente consigliere di amministrazione del gruppo Ceratizit Italia (meccanica) “ha incalzato la società sul bisogno di tutti i soggetti al tavolo di avere un preciso perimetro del gruppo e degli occupati (quelli diretti sarebbero 4.000 ndr.) anche per quanto riguarda – si legge - forme terze, o in appalto, per poter garantire un corretto supporto del Ministero”.

Secondo i sindacati serve un approfondimento, visto che le risposte della delegazione di Gruppo Tuo Dico sono risultate ancora generiche. “L’assenza ingiustificata del Commissario giudiziale (Marco Bussoletti) - sottolineano i rappresentanti dei lavoratori - lascia intendere che lo stato di approfondimento delle problematiche è tuttora in corso”.

Se la situazione rimane dunque, ancora molto da approfondire, la fonte riporta che una parte dello stipendio del mese di luglio e la quattordicesima mensilità sono state congelate, in attesa della decisione del Tribunale di Roma rispetto all’erogazione dei debiti, mentre la parte di retribuzioni maturate alla scadenza dell’11 luglio sarà regolarmente pagata.

Si attende anche che il gruppo distributivo confermi, in via formale, la richiesta di Cigs e dunque si arrivi a un incontro presso il Ministero del Lavoro.

Lamenta Fabio Fantini, di Filcams Cgil Firenze: “L'azienda era rappresentata da alcuni consulenti del lavoro, commercialisti e avvocati che hanno tentato di chiarire la reale situazione in cui versa il gruppo. L'incontro è stato deludente perché i consulenti non hanno ben chiarito la situazione e non hanno dato risposte esaustive alle nostre domande e richieste di interventi per evitare che succeda il peggio. È stato confermato che nell'immediato alcuni punti vendita rimarranno chiusi fino ai primi di settembre, e nel frattempo verranno fatti nuovi accordi con i fornitori per il ripristino della consegna della merce. Nei prossimi giorni l'azienda farà una richiesta di cassa integrazione per portare avanti questa fase, e non è stato chiarito chi sarà coinvolto in questa misura”.

28 Luglio 2017
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