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Aggiornato al: 19 Agosto 2017 16:00
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Dico-Tuodì: la crisi del gruppo arroventa la battaglia legale con Coop Alleanza

Nella vicenda di Dico-Tuodì, che ha presentato recentemente la domanda di concordato preventivo in continuità e che è destinato alla vendita, almeno per il ramo Tuodì, si affaccia uno spiraglio che potrebbe alleviare la grave situazione debitoria, di circa 198 milioni verso le banche.

Ne dà notizia ‘Il Sole-24 Ore’ del 26 luglio in un pezzo firmato da Gerardo Graziola. Nel 2013 quando Coop ha ceduto Dico a gruppo Tuo avrebbe prospettato al compratore una situazione finanziaria più rosea del reale. È l'accusa lanciata dai legali dell’acquirente e che ha dato luogo a un procedimento arbitrale che si protrae ormai da due anni.

“La richiesta di indennizzo da parte di Tuo, secondo indiscrezioni –scrive Graziola - è di 300 milioni. Tra le contestazioni al venditore c'è quella prevista dall'articolo 1440 del codice civile, il dolo incidente, e la considerazione che se il gruppo Tuo avesse conosciuto la reale situazione di Dico a fine 2012 non avrebbe sottoscritto il contratto di acquisto tre mesi dopo”.

I rivenditori dell’epoca sono Coop Estense, Unicoop Tirreno, Coop Liguria, Coop Consumatori Nordest, Coop Lombardia, Coop Adriatica e Nova coop.

Coop Alleanza 3.0 – il cui nucleo storico raggruppa Adriatica, Estense, Consumatori Nord Est, cui si sono aggiunti numerosi punti vendita Unicoop Tirreno e il controllo totale di Coop Sicilia – ha ovviamente reagito, riporta sempre 'Il Sole', definendo la tesi di Tuo infondata, pretestuosa e fantasiosa e dicendosi in grado di smontare il castello di accuse in tutte le sedi opportune e tramite accurate perizie.

In una nota, che riprendiamo sempre dal quotidiano finanziario, Alleanza rende noto che «appaiano del tutto pretestuose e indebite le pressioni che Tuo sta rivolgendo alle cooperative, probabilmente con l'obiettivo di rappresentare ai propri creditori aspettative che non hanno alcuna ragione di esistere. Occorre inoltre rilevare come queste richieste del tutto prive di fondamento appaiano un tentativo di nascondere le reali cause della situazione di Dico, il cui dissesto è dovuto a nessun'altra ragione se non alle scelte imprenditoriali messe in atto nei quattro anni di gestione Tuo».

27 Luglio 2017
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