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Aggiornato al: 18 Dicembre 2017 09:30
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Coop mette in linea la prima mappa interattiva della Gdo

Raccontare l’Italia degli acquisti in modo soprattutto visivo – anche se, volendo, le statistiche abbondano - attraverso grafici interattivi, collegati da un forte sistema di link interni. Questo lo scopo raggiunto dalla prima ed azzeccatissima ‘Mappa interattiva della Gdo’, messa in linea da Coop ed elaborata sulla base del “Rapporto Coop sui consumi e la distribuzione 2016”.

Il sito, raggiungibile all’indirizzo www.italiani.coop, evidenzia, a partire da tre tavole altamente navigabili, che cosa compriamo, in quali negozi e come si suddivide la grande distribuzione organizzata nelle province in cui viviamo.

Così è molto agevole evidenziare, per esempio, quanto pesa ogni singola famiglia di prodotto nel nostro carrello, dal massimo della drogheria alimentare (35,3% per oltre 10 miliardi di euro), al minimo delle carni, 1% e 287 milioni. Il grafico, formato da una costellazione di cerchi di colori e dimensioni differenti, può essere ulteriormente interrogato. Cliccando su ogni sfera si ottiene l’incidenza dei vari segmenti. Così si apprende che, sempre nel grocery food, svettano i biscotti, con oltre mezzo miliardo di vendite in Gdo nel primo semestre, mentre nell’ortofrutta a tirare la volata sono le verdure di IV gamma, con 377 milioni di euro di spesa.

Altrettanto gradevole e facile da percorrere è la sezione dedicata alla rete distributiva nazionale, con i dati di densità per 1.000 abitanti e per chilometro quadrato di superficie territoriale. Le cifre arrivano alla singola provincia, per cui l’utente può conoscere, senza sforzo, il grado di copertura della moderna distribuzione nella propria zona.

Per i curiosi diciamo solo che l’area più affollata è Olbia-Tempio, con 546,2 mq per mille abitanti, rispetto a una media nazionale di 289,2. Contrariamente a quanto si potrebbe credere Milano, invece, si attesta sotto la media, con 268,7 mq, come pure Roma, con 266,1 mq per mille abitanti. Probabilmente la scarsa capillarità dei grandi comuni è legata ai forti costi immobiliari e logistici, un’ipotesi però smentita dall’alto grado di copertura di Novara e Venezia, rispettivamente con 378,8 e 371,1 mq di Gdo ogni 1.000 persone.

Molto interessante anche la terza mappa, che evidenzia il peso dei singoli canali per provincia sul totale vendite della Gdo. Così si nota che il discount ha quote molto forti, superiori al 30%, al Sud e specialmente in Sicilia: dal 30,9% di Agrigento, al 31,6 di Brindisi, al 36,7 di Caltanissetta fino al sorprendente 39,9% di Enna, quando invece la media nazionale è ‘appena’ del 15,7 per cento.

E se in Italia a farla da padrone è il supermercato (dato medio 41,8%) il format ha un vero ‘collasso’ a Biella (23,2), Lodi (22,3), Monza-Brianza (26,1). Opposta la situazione di Reggio Emilia (68,3), Isernia (59,2), Palermo (56) e Trapani (57,1).

Come si dice nelle recensioni, un sito per tutti – dai semplici curiosi agli addetti ai lavori – e da mettere nei ‘preferiti’.

28 Settembre 2016
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