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Aggiornato al: 15 Settembre 2019 19:48
Mercati
Frutta secca: il mercato ha fame di innovazione

Lieve battuta d’arresto nel 2018 per le vendite di frutta secca e in guscio, ma non si fermano gli investimenti per questa categoria in crescita a livello internazionale. La stagione 2017-18 ha visto infatti una produzione mondiale di mandorle, frutta a guscio dell'Amazzonia-Brasile, anacardi, nocciole, noci macadamia, noci pecan, pinoli, pistacchi e noci di 4,2 milioni di tonnellate, il 25% in più della media dei dieci anni precedenti. Queste stime preliminari, emerse durante l’ultimo International Nuts Council celebrato in India, sono il principale indicatore del fatto che la costante crescita di questa coltura, osservata negli ultimi dieci anni, è destinata a perdurare. Anche i consumi degli italiani sono praticamente raddoppiati negli ultimi dieci anni e hanno raggiunto i 3 kg all’anno per persona, stando alle elaborazioni di Coldiretti su dati Ismea del 2017. “Per la prima volta dopo diversi anni – osserva Marco Casadei, senior brand manager di Euro Company – il mercato sta segnando un rallentamento della crescita in valore e in volume. I dati IRI aggiornati ad agosto 2018 indicano una crescita in valore dello 0,3%. Il totale del mercato ha toccato il valore di 841 milioni di euro. Le vendite in volume segnano una leggera flessione dello 0,7% scendendo a 73,5 milioni di kg”. Un dato che, però, non preoccupa le aziende, che al contrario intensificano gli sforzi. Aumentano inoltre i terreni dedicati a queste coltivazioni, con un +30% di noccioleti e mandorleti previsto nei prossimi 10 anni. In Italia si raccolgono circa 300mila tonnellate di frutta secca in guscio all’anno. Noci e nocciole sono presenti lungo tutta la Penisola, anche se la produzione è concentrata fra Piemonte, Campania, Lazio, Sicilia, Emilia-Romagna e Veneto. Solo i noccioleti sono cresciuti di ben il 6,5% nell’ultimo anno, con quasi 80mila ettari a livello nazionale. L’Emilia Romagna proprio in questi giorni ha annunciato un aumento delle superfici destinate a noci. La superficie coltivata sfiorerà i 500 ettari nel 2025, con una produzione annua di 2.500 tonnellate e la creazione di circa 600 nuovi posti di lavoro escluso l’indotto: questi i numeri della filiera delle Noci di Romagna che abbraccia parte dell’Emilia (in particolare Ferrara e Bologna), oltre alla Romagna, ma è destinata a guardare oltre i confini regionali.

Il mercato ha fame di innovazione
All’interno dei vari segmenti poi troviamo alcune differenze sostanziali: “Se possiamo considerare critica la maturazione di alcuni segmenti del nostro mercato, come la frutta in guscio e le prugne – sottolinea l’ufficio marketing di Madi Ventura –, d’altro lato osserviamo, quale punto di forza, una buona ricettività nei confronti dell’innovazione, sia su prodotti totalmente innovativi che sulle referenze tese a individuare nuovi momenti di consumo o nuovi consumatori per la categoria”. Secondo l’azienda genovese (121 milioni di fatturato), il segmento top seller tra gli sgusciati resta senz’altro la mandorla, considerato il primo superfood al mondo, il cui peso a volume sulla categoria si attesa al 46%. Trend positivo anche per il segmento della frutta mista senza guscio, con un peso a volume sulla categoria del 17% e una crescita a volume di oltre il 15%.

Crescono vending e snack
Negli ultimi anni l’approccio del consumatore alla frutta secca è infatti maturato, passando dal considerarla un peccato di gola o prodotto da ricorrenza a inserirla nella propria dieta quotidiana, ritenendola sana e salutare. Di conseguenza tutta la distribuzione ha incrementato gli spazi dedicati alla categoria con particolare attenzione e visibilità alle referenze e ai prodotti ritenuti healthy food. “In particolare – sottolinea Jasmina Annibali, responsabile marketing di New Factor – registriamo l’importante la crescita nel Vending, realmente esplosiva (+39%), seguita dal canale Gdo (+21%), dall’Industria (+16%), dal Cash&Carry (+15%). Ottimi risultati sono stati ottenuti dai monodose, da 25, 30 o 50 g a seconda del prodotto, nei canali Vending e Impulso delle linee Wellness, Snack Time e Leggeri con Gusto”. L’azienda romagnola ha lavorato sia a livello di ricerca e sviluppo, che di impianti produttivi, per creare nuove soluzioni da trasformare in referenze che rispondessero alle nuove esigenze del consumatore. “Nello specifico – prosegue Annibali –, penso a una tecnologia all’avanguardia adottata per creare le barrette morbide di frutta, che hanno rappresentato uno dei lanci più importanti del 2018”.

Le novità vanno in direzione ‘funzionale’
Tra le principali novità, New Factor ha lanciato negli ultimi mesi Le Barrette, tre snack morbidi, da 30 g in confezione singola, a base di frutta secca e disidratata 100% (con Pistacchi, mirtilli, zenzero; Nocciole, datteri e fave di cacao; Mandorle, albicocca e uvetta) e prodotti in Italia. “Forte della crescita del mercato degli snack salutistici e del consumo di frutta secca e semi in Italia – commenta Annibali –, abbiamo voluto presidiare questo segmento: presentate da poche settimane in Gdo e stanno già riscontrando un ottimo interesse e gradimento da parte dei buyer”. Altro prodotto di punta del 2018 per New Factor è rappresentato dai Leggeri con Gusto, linea di prodotti tostati al forno, senza alcuna aggiunta di grassi e sale o a basso contenuto di sale. In confezione monodose da 25 g, si presentano in tre varietà: Brio Mix (arachidi, mandorle, nocciole), Zen Mix (mirtilli rossi, mandorle, semi di zucca, zenzero), Mix Benessere (arachidi, bacche di goji, mandorle, mirtilli rossi).
Nella stessa direzione, ma con un prodotto diverso è andata Madi Ventura con la linea BBmix, ovvero mix funzionali di frutta secca ed essiccata, e mix arricchitori per macedonie, zuppe e insalate. “L’originalità della proposta di gamma e il livello di innovazione di prodotto – dichiara l’azienda – è stato riconosciuto dai 12.000 consumatori che valutano tutti i prodotti food e non food del Retail, conferendo alla linea il prestigioso riconoscimento di Eletto Prodotto dell’Anno 2018 per la categoria frutta secca”. Il successo della linea ha così portato l’azienda a scegliere di allargare il mondo Bontà e Benessere a nuove occasioni di consumo e a nuovi target quali BBExtra: mix di frutta secca, essiccata e cioccolato fondente per soddisfare le esigenze di consumo di un target più goloso, BBParty per target festosi e conviviali, BBWOW! per target young, BBFit per gli atleti.

Biologico, ormai quasi d’obbligo
Anche il biologico trova consensi presso i consumatori. Al punto che quasi ogni azienda ormai non può prescindere dal proporre una propria linea organic. Econoce è l'ultimo brand nato in seno alla realtà ravennate Euro Company che racchiude 8 diverse tipologie di frutta secca e disidratata biologica. “Un nuovo lancio sul mercato per negozi bio e negozi specializzati – specifica Casadei – che vuole rispondere alle sempre più esigenti richieste di prodotti in grado di indirizzare le persone verso una dieta alimentare equilibrata e completa e a stili di vita salutistici e dinamici”. Anacardi, zenzero, mandorle, noci e albicocche oltre a tre mix (Protezione, Equilibrio, Energia) sono i prodotti, tutti senza glutine e conservanti, che grazie alle loro caratteristiche permettono di mantenere alto l'apporto nutrizionale, anche per diete vegetariane e vegane.
Noberasco negli ultimi anni ha orientato la sua innovazione verso il mondo degli snack sani e bio, tra cui prodotti specifici studiati per i bambini e i ragazzi. Ad esempio Bio Crokkamela, croccanti spicchi di mela italiana biologica e i nuovissimi Fruit & Crock, croccante frutta essiccata senza zuccheri aggiunti disponibili in quattro varianti. Per la “categoria Crescita e Sostenibilità” Gabriele Noberasco, presidente Noberasco, ha ricevuto proprio in questi giorni una menzione speciale al “Premio Eccellenze d’Impresa” che si è svolto a Milano nella cornice di Palazzo Mezzanotte.

Il pericolo arriva da Est? Non proprio
Nonostante i forti ampliamenti dei terreni agricoli destinati a queste coltivazioni, l’Italia resta un Paese dipendente dalle importazioni. Gli arrivi di frutta in guscio dall’estero, infatti, hanno superato i 900 milioni di euro nel 2017, in particolare da Stati Uniti (noci e mandorle dalla California), Iran (pistacchi), Turchia (noci e nocciole) e Cina (pinoli). A questi si aggiungono le importazioni da Cile, Argentina e Australia. Paesi che, però, più che una minaccia possono essere visti come un’opportunità: diverse nostre aziende, infatti, esportano know how e impianti per ricevere materia di prima qualità. E’ il caso, per esempio, di Besana che prosegue nella sua politica di investimento in Kazakhstan. Lo scorso settembre il presidente del gruppo campano, Pino Calcagni, ha presieduto un seminario sulla frutta secca tenutosi ad Almaty, già capitale del Paese asiatico, per sensibilizzare gli operatori del settore e le istituzioni a sviluppare il comparto. L’iniziativa segue la recente costituzione dell’azienda agricola AgriBiotech KZ, importante punto di riferimento delle attività di Besana nel Paese. Il gruppo infatti, sta assistendo coltivatori ed imprenditori in Est Europa e in Asia Centrale per la creazione di impianti di noci, nocciole e mandorle. L’obiettivo è quello di creare nuove piantagioni di frutta secca per far fronte alla crescente domanda soprattutto dalla Cina e da altri Paesi emergenti. Il progetto di Besana è stato avviato nel 2014 e oggi l’attività del gruppo, portata avanti dalla Besana International Ltd, si va potenziando. Dalla Polonia e dalla Romania il progetto si è esteso fino all’Ucraina, intensificandosi proprio in Kazakhstan.

16 Ottobre 2018
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