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Aggiornato al: 27 Aprile 2017 17:30
Intervista
Verifone progetta terminali sempre più evoluti e competitivi

L'azienda leader nel settore delle soluzioni di pagamento, è presente sul territorio nazionale con centinaia di migliaia di terminali e soluzioni di pagamento installati nelle strutture bancarie, di vendita, stazioni di servizio e self-service, GDO, taxi, Pubblica Amministrazione, turismo, trasporti, ristorazione e alberghiero. Andrea Serra, Vice President Business Development Manager South Europe di Verifone ci racconta le ultime novità di prodotto e strategiche.

Il vostro anno fiscale si è chiuso a fine ottobre. Come è andata per Verifone Italia nell’ultimo anno?
Siamo molto soddisfatti. Abbiamo registrato performance positive sia sul fronte dei volumi, nel numero quindi di terminali venduti, sia nel giro d’affari.

Quando parla di giro d’affari cosa intende?
Per policy non siamo soliti fornire questo tipo di dati. Posso dirle però che il fatturato è cresciuto del 12% negli ultimi dodici mesi e buona parte di esso è derivato dalla vendita di terminali evoluti, quindi non soltanto il classico desktop collegato al doppino telefonico o a ethernet, ma Gprs e dispositivi dotati, per esempio, di firma digitale.

C’è un prodotto che è andato per la maggiore?
Sì. A luglio dello scorso anno abbiamo lanciato un nuovo prodotto che noi chiamiamo unattended, in quanto non ha bisogno di un operatore di cassa, ma va conglobato in una macchina che può fornire ticket di vario tipo, dai parcheggi alle casse automatiche presenti nelle stazioni di servizio di carburante, e che ha riscosso un grande successo perché è un prodotto molto più evoluto rispetto a quelli della concorrenza.

Vendete solo hardware o anche soluzioni e applicativi?
Da alcuni anni abbiamo una società controllata con sede a Palermo, Aci Informatica, che sviluppa e fornisce servizi software per i terminali Verifone. Ma a brevissimo le due realtà si fonderanno.

Quanto pesa, nell’economia della vostra attività, la vendita di servizi rispetto all’hardware?
I servizi rappresentano attualmente il 15% del nostro fatturato totale. Stiamo parlando di applicativi, soluzioni software, personalizzazioni in ambito loyalty, couponing, marketing di prossimità. Il retail, in effetti, è il settore nel quale siamo maggiormente impegnati. Il pos viene utilizzato per i pagamenti ma non solo. Può interagire con vari dispositivi, con gateway esterni. I prodotti che lanceremo da quest’anno sono tutti caratterizzati dalla possibilità di aggiungere funzionalità di questo tipo: dalla possibilità di interagire con il cliente tramite tecnologia bluetooth, sia all’interno che in prossimità del negozio, alla possibilità di scaricare moduli applicativi da un nostro market place.

Avete intenzione di incrementare l’incidenza dei servizi sul totale del fatturato?
Idealmente puntiamo a raggiungere la quota sviluppata oggi nel mercato americano. Negli Stati Uniti, sede della nostra casa madre, la vendita di servizi pesa per il 40%.

Cosa mi dice circa il vostro posizionamento di prezzo sul mercato?
Il mercato italiano, rispetto a quello del Nord Europa o a quello Usa, è stato contraddistinto in passato da una forte attenzione al prezzo come principale criterio di scelta. Il quadro tuttavia si sta evolvendo. C’è oggi maggiore consapevolezza e disponibilità da parte dei retailer a riconoscere un differenziale di prezzo a fronte di prodotti premium price, che assicurino un maggior valore sul piano delle funzionalità. Questo ci permette, pur impegnandoci a garantire un’adeguata competitivà di prezzo, di vederci riconosciuto un valore aggiunto che prima era più difficile per noi ottenere.

16 Gennaio 2017
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