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Aggiornato al: 14 Agosto 2018 16:00
Intervista
Princes Italia: pomodoro pugliese con etica inglese

Princes Industrie Alimentari – società italiana costituita nel 2012, con sede legale ad Angri (Salerno) e sede operativa a Foggia – fa parte di Princes Food Ltd, multinazionale britannica con una ventina di marche tra alimentari e bevande, sotto il controllo di Mitsubishi Corporation.
Nel 2017 il gruppo di Liverpool ha registrato un fatturato di 1,5 miliardi di sterline (circa 1,7 miliardi di euro). È leader, fra l’altro, nel mercato internazionale dei prodotti derivati del pomodoro. Insomma, un grande operatore, come spiega, a Distribuzione Moderna, Gianmarco Laviola, amministratore delegato di Princes in Italia.

Cosa vuol dire Princes nel nostro Paese?

In Italia, a Foggia, il gruppo vanta il più grande sito industriale d’Europa – 500.000 mq totali - per la trasformazione della materia prima. Abbiamo 38 linee di produzione ed etichettatura che spaziano su tutta la gamma dei rossi e sui legumi e persino uno scatolificio interno. Qui vengono realizzati prodotti sia a marchio proprio, sia per conto del retail, che vengono poi commercializzati e distribuiti nel mondo. Il polo foggiano rappresenta il punto di riferimento per centinaia di agricoltori, con i quali Princes collabora da tempo per creare le migliori condizioni per una valorizzazione dell’industria italiana del pomodoro, anche dal punto vista del rispetto dell’etica nel lavoro. L’azienda ha una capacità di trasformazione di 300.000 tonnellate di pomodori freschi, che, da quest’anno, sono di origine 100% pugliese.

Possiamo aggiungere altro?

Nell’ultimo triennio abbiamo lavorato molto con i nostri partner fornitori di materia prima, promuovendo il miglioramento degli standard etici all’interno della filiera del pomodoro in Italia. A partire dal 2015, infatti, abbiamo realizzato più di 3.600 audit sul campo, con un team di nostri agronomi, per affiancare i coltivatori coinvolti nella supply chain nelle loro scelte agronomiche e per supportarli nel processo di adozione di un modello etico della gestione delle risorse. Nel 2017, al termine della stagione del pomodoro nostrano, l’81% delle aziende agricole partner di Princes ha conseguito la certificazione ‘Global G.A.P. GRASP’ o ‘SA8000’, due tra i principali standard di qualità a livello mondiale. Essi garantiscono l’adozione delle migliori pratiche agricole, anche in materia di etica del lavoro. Queste aziende hanno conferito l’87% del pomodoro fresco lavorato da Princes.

Qual è il vostro obiettivo?

Vogliamo favorire lo sviluppo e la crescita della filiera del pomodoro pugliese nel lungo periodo, tanto sul piano del business quanto in materia di responsabilità sociale ed etica. Il 2018 ci vedrà rafforzare ulteriormente questo impegno, per il conseguimento di un duplice obiettivo: porre le basi per l’ingresso di Princes Industrie Alimentari nel settore italiano dei prodotti a marca del distributore e raggiungere il 100% del pomodoro fresco lavorato nel nostro stabilimento di Foggia da aziende agricole certificate dal punto di vista etico.

Non è una scelta difficile in un comparto dove molto si gioca sul prezzo?

È vero, la scelta etica va in qualche modo contro la logica del prezzo più basso in assoluto, ma è nostra convinzione che, nella filiera, ciascuno debba avere la giusta remunerazione. Coniugare un mercato improntato a una forte convenienza con la nostra filosofia ha comportato una comunicazione chiara fin dall’inizio. Alcuni distributori non sono ancora pronti per intraprendere questa strada, ma preferiamo concentrarci su coloro che condividono la nostra posizione. Del resto Princes può contare su molti elementi positivi che giocano a favore di questa strategia: il gruppo è leader in Europa per la produzione di Mdd in tutti i segmenti in cui opera, dai succhi di frutta all’olio, dai rossi, alla pasta, ai legumi… La nostra esperienza si somma, come ho detto, al più grande ed efficiente stabilimento continentale per la lavorazione del pomodoro fresco, che non a caso è nel cuore della Capitanata, ossia la provincia di Foggia, un distretto di eccellenza per questa materia prima.

Quali sono le proporzioni fra marchio proprio e marchio privato?

A Foggia il 50% è prodotto per Napolina, il nostro marchio di rossi per l’estero, mentre un altro 50% è in conto terzi. Il pomodoro pugliese grazie a noi arriva in tutto il mondo. Fino a poco tempo fa l’Italia non era un mercato prioritario ma oggi, diversamente, ci presentiamo anche nel nostro Paese, con tutta la nostra forza qualitativa e produttiva. Al momento non è ancora nei piani un brand proprietario per l’Italia, anche perché siamo partiti da quello che sappiamo fare meglio, cioè i terzisti.

Secondo lei la Gdo italiana è pronta per i rossi etici?

Penso che proprio gli italiani siano molto sensibili a questo discorso in quanto Paese produttore per eccellenza. Dunque, anche se il cliente estero ha in questo una tradizione consolidata, sono fiducioso che anche i retailer nazionali aderiranno velocemente ai nostri standard. È accaduto anche per il tonno: si è parlato a lungo di eticità della filiera e poi, gradualmente, tutti gli operatori del settore, in Europa e in Italia, si sono adeguati. Princes, in questo, ha forse anticipato i tempi, ma si tratta di una scelta in cui crediamo da sempre e in linea con la nostra cultura aziendale e la filosofia adottata dall’intero gruppo Mitsubishi.

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05 Marzo 2018
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