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Aggiornato al: 19 Luglio 2018 17:30
Intervista
Paolo Alimenti: “Come ho cambiato Dao, rispettandone la tradizione”

In carica da giugno 2016, il nuovo direttore generale ha saputo modernizzare molti elementi del gruppo, attivo in Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto, elevandone la capacità competitiva. Ecco come…
Dao è una cooperativa di dettaglianti alimentari che opera in tutto il Trentino Alto Adige e nelle province di Verona, Vicenza, Brescia e Bergamo, con più di 373 punti vendita sotto le insegne Conad (600-1500 mq), Conad City (250-600 mq), Margherita Conad (superette), Maxì (supermercati di medie dimensioni), Parfarmacia Conad, Sapori & Dintorni Conad, PetStore Conad.
Fondata nel 1962 da un gruppo di alimentaristi di Trento, conta oltre 120 soci. La partnership con Conad ha consolidato la presenza di Dao nel settore e, all’esperienza già maturata, si è aggiunto il dinamismo di un colosso presente in tutta Italia e che gode di vantaggiose economie di scala.
La sede di Lavis (Tn) è un complesso all’avanguardia e sorge su un’area di 55.000 m2 di cui 27.000 occupati da uffici e magazzini, tali da garantire consegne complete e puntuali a tutti i dettaglianti.
A sostegno dei soci il gruppo offre una serie di servizi integrati, erogati da aziende specializzate: S&D, che gestisce direttamente i punti vendita in Veneto e Trentino; Conotter, il braccio immobiliare; Siad, per contabilità, elaborazione paghe, convenzioni con enti, banche e assicurazioni, consulenze legali, fiscali, sindacali e notarili; Anjoka Gmbh attraverso la quale Dao promuove lo sviluppo in Alto Adige.
Infine Dao è azionista e socio fondatore di Eurospin, il più grande discounter italiano con oltre 1.000 punti vendita fra Italia e Slovenia.
Una realtà molto interessante sulla quale abbiamo fatto il punto con Paolo Alimenti, direttore generale. In carica da giugno 2016, Alimenti ha modernizzato ed esteso la rete.


Cominciamo con un po’ di dati finanziari…
Il 2016 si è confermato per Dao un anno importante sotto il profilo dei risultati commerciali, economici e patrimoniali. Il fatturato della capogruppo si è infatti attestato a poco meno di 213 milioni, in crescita di circa il 6,5% rispetto al precedente anno. Il risultato d’esercizio della capogruppo Dao è positivo per circa 1,3 milioni di euro e, soprattutto, vengono confermati premi e ristorni a tutti gli associati per un valore complessivo di poco inferiore ai 15 milioni, un dato assolutamente di rilievo e in controtendenza rispetto al trend del mercato di riferimento. Anche i valori del bilancio consolidato rispecchiano un’annata positiva e risultano caratterizzati da un fatturato di oltre 228 milioni (+7,6%) e un utile complessivo di 8,867 milioni, il più elevato della nostra storia.
È importante ricordare come si stimi che gruppo Dao, insieme alla propria rete associata, garantisca occupazione a circa 1.400 collaboratori e sviluppi ricavi intorno ai 550 milioni.
Voglio infine evidenziare che i primi 10 mesi del 2017 sembrano premiare il lavoro costantemente svolto e infatti, pur in cointesto ancora difficile, il fatturato cresce del 7,10% una variazione, di nuovo, di assoluto rilievo rispetto ai trend di settore.

Quali le vostre peculiarità?
La nostra principale particolarità è il buon margine di indipendenza. Infatti non siamo soci del Consorzio Conad, ma siamo equiparati all’ottava cooperativa nazionale, partecipiamo a tutte le commissioni nazionali e beneficiamo degli acquisti centralizzati.
Bisogna però aggiungere che, fatto 100 il giro d’affari di ogni nostro punto vendita, circa un 25% dei proviene da contratti locali e, dunque, non sotto l’egida e con i vantaggi di Conad. Questo perché nel territorio c’è molto particolarismo, un fatto che incide evidentemente sulle scelte di acquisto. Del resto in questo siamo allineati con il Consorzio, che è sempre stato favorevole ai prodotti del posto e al forte radicamento nel territorio. La nostra autonomia ci permette anche di continuare a svolgere una serie di attività indipendenti, per esempio come grossista per conto delle piccole catene locali.

Come funziona il rapporto con Eurospin?
Essendo operativi in un’area storica per la frutticoltura italiana, lavoriamo anche come piattaforma ortofrutticola multiregionale, in Trentino Alto Adige, per conto di Eurospin, del quale del resto siamo soci fondatori. Questa doppia collaborazione, con Conad e con il re del discount, non disturba nessuno, in quanto per Eurospin lavoriamo solo come grossista ortofrutticolo attraverso il cedi di Lavis che si rifornisce al 95% dalle aziende agricole. Al dettaglio, invece, siamo identificabili come Conad. L’aspetto logistico, ovviamente centralizzato.
Accenniamo agli obiettivi raggiunti…

Da due anni e mezzo l’obiettivo, ormai conseguito e veramente importante, è l’estensione del raggio geografico al Veneto. In questo bacino abbiamo acquisito, per volere di Cia Conad, la subconcessione delle provincie di Verona e Vicenza, a eccezione degli ipermercati. Oggi, con l’acquisizione di questa parte dell’ex rete Billa, abbiamo 15 negozi e prevediamo di fatturare localmente qualcosa come 50 milioni di euro al 2018, con 220 240 addetti. Il ramo veneto è insomma un forte portatore di ricavi, anche perché ha condotto un totale rinnovamento della rete.

Qual è vostra strategia di digitalizzazione e informatizzazione?
Questo versante si è sviluppato dando luogo a una bella storia di impresa, in collaborazione con il nostro partner System Retail; importante partner per la fornitura di tecnologie hardware utili per la gestione di grandi superfici di vendita e per la progettazione e installazione di soluzioni gestionali software. La nuova strategia It, infatti, è cominciata proprio da Verona e Vicenza, una zona molto affollata commercialmente. Non è stato un percorso facile, visto che Billa ci ha lasciato in eredità un network tutto da ristrutturare, per giunta in forma di gestione diretta, un approccio nuovo per il gruppo. Abbiamo dovuto lavorare praticamente ‘da zero’. L’esperienza è servita come una sorta di laboratorio tecnologico, per estendere il nuovo processo di informatizzazione anche a tutto il resto dei punti vendita, piano approvato dall’assemblea dei soci, con un investimento ad hoc di circa 240.000 euro. Insomma abbiamo trasformato un problema in opportunità, riuscendo a mettere in rete tutto il nostro mondo distributivo, dai piccoli negozi ai supermercati di grandi dimensioni.

Negozi in rete, dunque. Facciamo qualche esempio dei risvolti pratici…
In tal modo abbiamo potuto agganciare alla nuova struttura tecnologica anche tutti i contenuti della carta fedeltà a questo punto ribrandizzata sotto il cappello di Conad Carta Insieme.
La creazione di un sistema nervoso digitale ci permette oggi di erogare tutta una serie di servizi ai soci, di gestire centralmente il catalogo a premi, di nuovo legato alla fidelity, il couponing, le ricariche telefoniche e tutto quanto può essere agganciato al network, adeguandoci fra l’altro agli standard di Conad Nazionale. Il tutto grazie ai soci che, hanno reinvestito una parte di utili su un progetto che è durato un anno e ha coinvolto registratori di cassa, pc, Wi-Fi e, naturalmente software: preciso che i ristorni verso i soci stessi rappresentano una cifra non indifferente, pari a 15 milioni di euro all’anno.

Cosa è cambiato nella vostra supply chain con il suo arrivo?
Dao utilizzava e utilizza ancora trasportatori terzi ai quali riconosceva un compenso in percentuale sul fatturato. Osservando i conti con i colleghi della gestione amministrativa ho optato per la stipula di nuovi contratti singoli per tratta. La maggior parte delle consegne comprende alimentari misti, dunque fresco, secco, ma non le carni e i surgelati. La contrattualistica non è certo opprimente per il trasportatore e comprende, ovviamente, anche l’ammortamento della macchina e il costo del gasolio, rimborsato in funzione dei cambiamenti di prezzo del carburante. Insomma l’azienda si è adeguati agli standard della Gdo, superando il concetto di percentuale forfettaria, troppo instabile per ambo le parti. In futuro intendo implementare la tracciatura dei camion, e, attraverso l’informatica, monitorare gli orari di arrivo delle spedizioni, per comunicarlo al negozio, che a sua volta potrà organizzare al meglio il lavoro del personale. Altro punto importante, nell’immediato futuro, sarà di dedicare porte di accesso merce dai due magazzini di Conad Nazionale (Faenza e Zeppo, in provincia di Forlì) adibite alla lettura dei bancali in tempo reale attraverso tecnologia Rfid.

Nel mondo Conad, dove la MDD è particolarmente forte, come vi posizionate per incidenza delle private label sul venduto?
Non siamo i primi della classe, come Cia e Nordiconad, ma nemmeno gli ultimi. Veniamo da un assortimento che prevede e continuerà a prevedere molti assortimenti locali, ma vendiamo quote di private label al 23% del sell-out, dunque ben oltre la media nazionale.

Concludiamo con i piani di comunicazione…
Dao è un distributore sicuramente importante, ma non è certo un colosso di respiro nazionale. Questo suggerisce una certa prudenza nell’impiego delle leve di marketing. All’interno gestiamo tutta la fase pubblicitaria locale e i cosiddetti ‘volantini di rinforzo’ che, nelle zone con minore potere di acquisto, si alternano con quelli di Conad, condividendone grafica e layout. Anche l’impaginazione della pubblicità sui giornali locali rispecchia chiaramente la nostra partnership con Conad stesso.



21 Novembre 2017
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