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Aggiornato al: 17 Febbraio 2019 10:00
Intervista
Nuova Castelli: il valore del formaggio italiano dentro e fuori i confini

Italianità, acquisizioni strategiche e oltre un secolo di esperienza nell’arte casearia: sono queste le principali leve del business dell’azienda emiliana, leader nelle esportazioni di grandi formaggi DOP italiani che, come ci racconta il marketing & trade marketing director Stefano Ziliotti, punta a consolidarsi sempre di più anche sul mercato italiano.

Dott.Ziliotti, come si è chiuso il 2018 per Nuova Castelli?
Il 2018 si è chiuso in positivo: le aspettative di budget sono state ampiamente rispettate e l’azienda è cresciuta. Il nostro gruppo è presente nei più importanti mercati Europei come: Francia, UK, Scandinavia, Germania, Spagna, Portogallo, Polonia, Ungheria e Russia; inoltre siamo presenti in USA con una nostra filiale diretta. La nostra presenza sul mercato italiano è rilevante, in particolar modo con il Pecorino Toscano, la mozzarella di bufala Mandara(di cui siamo leader di mercato) e anche con le Paste Filate Provola e Scamorza. In definitiva il 2018 è stato un anno positivo, nonostante sia stata registrata una contrazione dal punto di vista dei consumi: l’azienda e i nostri prodotti non ne hanno risentito particolarmente.

Qualche anno fa, avevate dichiarato la vostra intenzione sviluppare ulteriormente il mercato italiano. È ancora questo il vostro obiettivo?
Sì, l’Italia è uno dei principali mercati come consumo di caseari. Il nostro business attualmente è diviso con le seguenti quote: 70% estero e 30% Italia dove siamo presenti con i freschissimi (mozzarella vaccina e mozzarella di bufala), il pecorino toscano e il gorgonzola. Stiamo lavorando per ampliare anche il settore dello stagionato (parmigiano reggiano e grana padano).

Qualche anno fa avete finalizzato alcune acquisizioni importanti tra cui North Coast e Alival. Pensate di proseguire su questa linea o siete orientati su altre scelte di tipo strategico?
Effettuiamo sempre un attento monitoraggio del mercato per cogliere eventuali opportunità di acquisizione. Ad oggi confermo le due acquisizioni che ha citato. Ricordo anche le nostre acquisizioni in Polonia: Tinis, dove produciamo mozzarella vaccina e North Coast, distributore di eccellenze italiane molto radicato nella GDO e nel Food Service.

Quali sono le vostre quote di Private Label? Quali sono le catene per cui producete? Vi state allargando in questo segmento?
L’80% del nostro fatturato deriva dalle Private Label: in Italia e all’Estero collaboriamo con le maggiori catene distributive: Coop, Esselunga, Auchan e Carrefour. All’estero ricordo alcuni come Systeme U, Monoprix, Casino, Carrefour, Auchan in Francia, in Germania siamo presenti in Kaufland, Isana ed Edeka in UK lavoriamo con Tesco, Marks & Spencer e Asda.

Quali sono i paesi extra europei sui quali avete intenzione di espandervi?
Gli Stati Uniti rappresentano un mercato vastissimo, al quale ci siamo avvicinati due anni fa: produciamo mozzarella e ricotta direttamente sul territorio e siamo presenti sul mercato con la linea dei freschissimi, alla quale affiancheremo a breve anche altri prodotti. Avere una filiale locale ci permette di consolidare al meglio i rapporti con i buyer. In Asia e in America Latina ci stiamo muovendo per poter commercializzare i nostri prodotti.

Qual è il suo punto di vista circa la polemica riguardante il costo eccessivo delle materie prime?
Il costo delle materie prime è la variabile più significativa per noi produttori Dop. In particolare latte vaccino, latte bufalino e latte ovino, sono per il Gruppo gli elementi principali nella produzione dop ed è molto importante il monitoraggio di questa leva. Inoltre, è importante essere presenti nelle associazioni di settore poiché questo consente di lavorare a stretto contatto con i Consorzi di Tutela, con le Associazioni degli Allevatori e di ricevere informazioni fondamentali circa l’andamento. Il rapporto con gli allevatori che ci conferiscono il latte ormai da tanti anni ci permette di prevedere con discreto anticipo quali saranno le principali evoluzioni.

Molto spesso, per aziende impegnate sia con marchio proprio che con private labels è difficile far conciliare entrambe le aree di business. In che modo riuscite a sviluppare entrambi i business?
Direi che per il Gruppo rappresenta un’opportunità più che un limite poiché siamo riusciti a creare una differenziazione tra marca e Private Label. La nostra natura è quella di produttori MDD: i nostri brand come Mandara, Castelli, Fattorie del Sole, Agrisole e DiVittorio pesano circa il 20% del fatturato, percentuale che cercheremo di incrementare e sviluppare con dei progetti ad hoc.

Come vi state muovendo nell’ambito della comunicazione?
Cerchiamo di essere al passo con i tempi: per quanto riguarda i social, siamo presenti su Linkedin, Instagram e Facebook, canali che ci permettono di arrivare sia ai nostri clienti che ai consumatori. L’obiettivo è incrementare la cultura prodotto dei Formaggi DOP, la Tradizione e la loro ineguagliabile Qualità, come vengono prodotti e il fortissimo legame con il Territorio. Curiamo altresì la comunicazione cartacea, fondamentale per instaurare e mantenere rapporti con i buyer, mentre per quanto riguarda i media procediamo con investimenti mirati.

Quanto conta per voi la sostenibilità?
La sostenibilità è uno dei nostri pilastri strategici. Sono due gli elementi che stiamo sviluppando, in particolare: packaging ecosostenibile e animal walfare. Disponiamo di una struttura interna dedicata all’Innovazione e alla R&D, che si occupa di questo aspetto e a breve presenteremo la nostra gamma di prodotti con packaging ecosostenibili, nel pieno rispetto della riciclabilità e del ridotto impatto ambientale, riducendo l’uso di plastica e utilizzando fonti rinnovabili. Per quanto concerne l’animal welfare, da sempre il Gruppo ha investito in questo ambito e sempre di più lavoriamo a stretto contatto con i nostri allevatori per il benessere animale affinchè siano tutelate le norme di sicurezza e cura degli animali. In merito alle emissioni di agenti inquinanti, ci siamo dotati di impianti che utilizzano energia sostenibile inserendoci in un contesto di economia circolare e di riduzione degli impatti ambientali.



26 Gennaio 2019
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