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Aggiornato al: 27 Maggio 2017 19:45
Intervista
La sfida dei negozi Bio c’Bon: buono, accessibile e "unconventional"

Bio c’Bon è una catena francese nata nel 2009 con l’obiettivo di vendere/promuovere prodotti biologici a prezzi concorrenziali e in punti vendita di piccola dimensione. Il risultato è stato pienamente centrato in Francia, dove l’azienda oggi conta più di 100 negozi (di cui la metà solo nella capitale) ma sta riscuotendo un crescente successo anche in Italia grazie a una filosofia imperniata su due concetti fondamentali: vicinanza e convivialità. La country manager Emna Neifar ci racconta obiettivi e strategie in questa intervista esclusiva.

Dott.ssa Neifar come e quando nasce Bio c’bon?
Il primo negozio Bio c'Bon è stato aperto a settembre 2008 a Parigi. Da quel momento il ritmo delle aperture non si è mai arrestato: poco meno di due anni dopo in Francia l’insegna ha superato i 30 negozi. Oggi ne contiamo più di 100 di cui la metà solo nella capitale.

In Italia quando siete arrivati?
In Italia siamo sbarcati a Milano a gennaio 2014, il primo punto vendita è stato inaugurato in corso di porta Nuova. Al momento siamo a quota 13 ma abbiamo un piano massiccio di sviluppo rete.

Sempre in Lombardia?
Al momento sì...più avanti vedremo.

Quali sono le caratteristiche che vi contraddistinguono sul mercato?
La nostra filosofia è: vicinanza e convivialità nel cuore delle città. Il nostro è un format urbano di prossimità, non siamo presenti all’interno dei centri commerciali e non ci interessa questa linea di sviluppo. Diciamo che il nostro è un approccio non convenzionale al mondo del biologico rispetto a quello dei nostri competitor.

Cosa intende esattamente?
Gli asset su cui investiamo sono sostanzialmente due: la bontà dei prodotti (richiamata nel nome stesso dell’azienda ‘bon’) e le risorse umane. Sono le persone, infatti, che creano il valore aggiunto.
Formiamo tutti i nostri dipendenti perché accolgano i clienti in modo informale e amichevole accompagnandoli durante tutto il processo d’acquisto.

Superfici simili a quelle di un minimarket di quartiere e un rapporto con la clientela più familiare...sono questi i punti cardine del vostro concept?
Questa è una delle linee guida, ma non l’unica. L’idea di fondo è quella di cambiare il rapporto dei consumatori con i prodotti biologici. Mi spiego meglio: solitamente i prodotti bio vengono visti come alimenti “solo” sani, ma non necessariamente buoni e gustosi. E per di più cari. Noi vogliamo cambiare proprio questo tipo di approccio con una selezione che valorizzi anche la loro bontà e con prezzi accessibili a tutti. Quanto meno all’interno della categoria bio che, nell’immaginario collettivo, è percepita più cara rispetto a quella convenzionale.
Per fare questo desideriamo che si instauri un rapporto diretto con i nostri clienti, che devono rivolgersi al personale di vendita per consigli e suggerimenti.

Avete un target di riferimento a cui mirate? Quali sono le caratteristiche del vostro cliente tipo?
Parlare di un vero e proprio target è difficile visto che in Italia siamo ancora relativamente piccoli. Sicuramente ci sono dei trend che osserviamo per esempio chi viene da noi per comprare le stesse referenze che compra altrove, ma biologiche. Oppure chi cerca specialità particolari, difficili da trovare dai competitor. A questi si aggiungono i consumatori spinti da uno spirito di sperimentazione a cui piace cucinare cose più alternative.

Cosa ci dice dell’assortimento?
Il nostro assortimento, vario e completo, copre praticamente tutte le referenze che si trovano in un normale supermercato con in aggiunta tutte le specialità tipiche dei negozi bio, incluse quelle di provenienza francese che, ovviamente, qui non mancano, vini e formaggi in primis. Fiore all’occhiello è il reparto erboristeria.
Il pilastro dei negozi, sia italiani che francesi, è però l’ortofrutta: ogni settimana proponiamo il cestino con frutta e ortaggi freschi di stagione del peso di circa 3-4/kg a 10€. Seguiamo la stagionalità e selezioniamo con cura i fornitori proponendo giornalmente degustazioni.

A livello di comunicazione su cosa puntate per attrarre nuovi clienti e fidelizzarli?
Per spingere un cliente a entrare nei negozi curiamo meticolosamente il layout espositivo in modo che dalle ampie vetrine si veda perfettamente l’assortimento interno, in primis l’ortofrutta che in tutti i punti vendita è collocata in prossimità dell’entrata con i prodotti ben esposti nelle varie cassette, appoggiate alla parete con il cartellino in evidenza del prezzo e del luogo di provenienza. Una volta che il cliente è entrato cerchiamo di fargli vivere una shopping experience unica grazie alle “cure” del nostro personale altamente formato e qualificato. Per conquistarlo poi l’aspetto gustativo è fondamentale: che sia una degustazione in negozio o un prodotto che assaggerà/cucinerà a casa deve essere così buono che una volta provato non vorrà più tornare indietro!

Stefania Lorusso



07 Marzo 2017
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