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Aggiornato al: 17 Settembre 2019 19:10
Imprese
Il futuro del free from secondo Riso Scotti

Per l'azienda specializzata nella produzione e nella lavorazione del riso con sede a Pavia il 2018 si è concluso in modo positivo, con una crescita di fatturato del 2,2% rispetto all'anno precedente. Riso Scotti persegue da sempre l'obiettivo di creare prodotti che soddisfino al 100% le esigenze dei consumatori, sia per quanto riguarda il gusto, sia per quanto attiene alla struttura e alla fruibilità dei prodotti. La linea Si Con Riso è nata proprio con lo scopo di soddisfare a pieno tali esigenze. Ce ne parla in questa intervista il direttore commerciale Gianluca Pesce.

Dott. Pesce, come si è concluso il 2018 per Riso Scotti?
Il 2018 si è concluso in modo positivo, con una crescita di fatturato del 2,2% rispetto all'anno precedente: si tratta di un dato confortante considerando che alcuni dei mercati in cui operiamo hanno registrato un anno difficile e in alcuni casi una flessione. Grazie al grande lavoro compiuto, soprattutto sotto il punto di vista dell'innovazione, è stato possibile confermare il trend positivo e di crescita che l’Azienda vive ormai da due decenni.

Il free from non è più solo appannaggio di chi soffre di intolleranze alimentari, ma cresce il numero di consumatori che sceglie di utilizzare questi prodotti. Qual è la sua opinione a riguardo?
In realtà, non tutte le categorie ascrivibili al free from sono entrate a far parte delle abitudini alimentari dei consumatori: i prodotti senza zucchero, senza glutine e senza lattosio sono quelli più cari ad un pubblico sempre più orientato verso uno stile di vita sano ed equilibrato. In particolare, il senza lattosio, che originariamente era relativo solo al comparto dei latticini, ora interessa altri settori. Nel complesso, circa il 40% dei consumatori è indirizzato verso prodotti privi di lattosio, pur non volendo rinunciare alla qualità e al gusto dei prodotti stessi.

In che modo l'azienda va incontro ai trend di benessere e salutismo sempre più cari ai consumatori?
Il nostro intento è quello di creare prodotti che soddisfino al 100% le esigenze dei consumatori, sia per quanto riguarda il gusto, sia per quanto attiene alla struttura e alla fruibilità dei prodotti. La linea Si Con Riso è nata proprio con lo scopo di soddisfare a pieno tali esigenze.

Ci parli in maniera più approfondita di questa nuova linea di prodotti.
La linea Si Con Riso è caratterizzata da 14 nuove referenze che non contengono lattosio, sono prive delle proteine del latte e non ne contengono alcuna traccia. In questo modo, i prodotti sono fruibili da coloro che sono affetti da intolleranze e allergie ed è scongiurato il rischio di contaminazioni.
Inoltre, abbiamo ottenuto dall'Aili, l'associazione italiana latto-intolleranti, una certificazione che attesta la mancanza effettiva di lattosio e di proteine del latte nei nostri prodotti, in base al rispetto di una serie di protocolli. Questo aspetto è molto importante, specie considerando che la legislatura italiana consente che sull'etichetta di un prodotto senza lattosio si dichiari l'eventuale presenza di tracce di latte. Noi abbiamo scelto di non ingenerare confusione nel consumatore che legge le nostre etichette. La linea, che al momento è in fase di lancio, non ha concorrenza per ampiezza e caratteristiche distintive e richiama l'attenzione della distribuzione organizzata proprio per la grande richiesta da parte dei consumatori di prodotti free from.

Per quanto riguarda la comunicazione, adottate particolari strategie per promuovere i vostri prodotti?
Oggi il consumatore tende a privilegiare i nuovi media, senza ovviamente considerarli un'alternativa a quelli classici. Per questo l'azienda lavora su due fronti: da un lato sviluppiamo una comunicazione di brand, ricorrendo alla pubblicità di tipo classico. Dall'altro, ci muoviamo su un versante più interattivo e moderno, utilizzando i social attraverso un piano editoriale molto fitto. L'azienda collabora con un'agenzia esterna, ma abbiamo creato un dipartimento interno che si occupa di pianificare le strategie di comunicazione sui social e sul web.

Quanto conta per voi la sostenibilità?
La sostenibilità è una tematica alla quale prestiamo la massima attenzione e che trattiamo in modo concreto, cercando di rendere il consumatore partecipe e consapevole. Abbiamo lavorato sulla riformulazione dei nostri prodotti, che sono totalmente privi di coloranti, dolcificanti e conservanti, e siamo impegnati in una serie di attività sostenibili che coinvolgono anche i nostri consumatori. Tra tutti, il progetto “Un Chicco per la Foresta” di salvaguardia della foresta Amazzonica, in collaborazione con LifeGate: attraverso l'acquisto tramite l'e-commerce www.risoscotti.biz, i nostri clienti contribuiscono a proteggere ettari di foresta; per ogni euro di spesa Riso Scotti tutela infatti 5mq di foresta Amazzonica.
Stiamo anche lavorando vicino alla nostra terra, con molti agricoltori che hanno sottoscritto un protocollo che prevede la coltivazione del riso nel pieno rispetto per l'ambiente. Questi agricoltori diventano nostri fornitori privilegiati, ai quali ricorriamo per l'approvvigionamento della materia prima riso.

Per quanto riguarda il mercato estero, quindi il vostro progetto di internazionalizzazione, quali sono le novità a riguardo?
I mercati internazionali stanno crescendo, il food made in Italy continua a registrare riscontri positivi e, in questo ambito, il risotto sta assumendo sempre di più un valore rilevante. A differenza della pasta, la cui produzione è oramai dislocata in varie parti del mondo, alcune tipologie di riso possono essere coltivate sono in determinate località del nostro paese, quindi mantengono uno statuto di originalità che non può essere intaccato. E’ così ad esempio per il nostro Carnaroli Invecchiato 18 mesi: uno straordinario riso lomellino, utilizzato nell'alta gastronomia, è particolarmente apprezzato in America e nel Nord Europa, grazie alle sue caratteristiche strutturali che lo rendono unico per risotti da veri gourmet.

04 Marzo 2019
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