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Aggiornato al: 24 Novembre 2017 12:00
Finanza
Trecento milioni di investimenti per Amadori

Il top management Amadori. In primo piano il fondatore, Francesco Amadori

Amadori si conferma solida, con dati di bilancio 2016 positivi: un fatturato complessivo di 1.206 milioni di euro, in linea con gli anni passati; un margine operativo lordo di 84 milioni (oltre il 7% dei ricavi); investimenti realizzati pari a 78 milioni nel 2016. Altri 200 milioni sono in programma per i prossimi 5 anni.

Fondata a Cesena oltre 45 anni fa, l’azienda è cresciuta fino a diventare leader dell’agroalimentare italiano e specialista nell’avicolo, con una quota di mercato, nel proprio settore, intorno al 30%, conseguita anche in virtù della gestione dell’intera filiera integrata (6 mangimifici, 6 incubatoi, oltre 800 allevamenti, 6 stabilimenti di trasformazione alimentare, 19 filiali e agenzie, che garantiscono una distribuzione capillare in tutta Italia).

Entrando nel dettaglio degli investimenti, gli oltre 78 milioni di euro del 2016 (quasi il doppio rispetto al 2015), sono serviti a completare la nuova sala taglio presso lo stabilimento di Cesena, che sarà inaugurata entro la fine del 2017, ad ampliare l’area logistica dello stabilimento di Mosciano S. Angelo (TE) e a proseguire nell’ampio miglioramento degli allevamenti che, nel 2016, ha riguardato circa 80 siti, in particolare in Emilia Romagna e Abruzzo.

“Siamo soddisfatti di come abbiamo chiuso l’anno, con volumi di vendita in crescita nonostante un mercato difficile – commenta il presidente, Flavio Amadori –. Siamo una realtà con le spalle forti, che dà occupazione a oltre 7.500 collaboratori in tutta Italia, a cui si aggiungono più di 800 allevatori, 350 agenti, un migliaio di trasportatori. Vogliamo continuare a crescere usando testa, cuore e gambe: testa, per interpretare al meglio il mercato; cuore, per continuare a mettere passione in ciò che facciamo; gambe, per lavorare sodo, come siamo abituati a fare”.

“Il 2016 è stato un anno fondamentale, che ha segnato una svolta rispetto al passato – aggiunge l’amministratore delegato, Massimo Romani –. Abbiamo avviato cambiamenti strutturali significativi e messo a punto progetti altamente innovativi e qualificanti per l’intero settore, come il pollo biologico, il Campese allevato all’aperto senza uso di antibiotici, i würstel e gli impanati senza carne separata meccanicamente.

“Siamo continuamente all’ascolto dei consumatori e siamo pronti a potenziare il nostro ruolo, non solo nel core business degli avicoli, ma anche in nuovi segmenti di mercato, come piatti pronti e prodotti che seguono nuove esigenze e nuovi momenti di consumo. Insomma siamo capaci di interpretare le tendenze di mercato, in un’ottica di miglioramento continuo”.

19 Giugno 2017
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