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Aggiornato al: 23 Gennaio 2017 06:06
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Primi sei mesi della produzione del Salame di Varzi a +13%

Grande impegno per i produttori del Salame di Varzi DOP. Concluso il 2015, anno particolarmente positivo che ha praticamente azzerato le riserve nelle famose cantine di stagionatura nella zona di produzione del Salame di Varzi DOP, i Soci del Consorzio hanno dedicato e concentrato molte energie nella produzione del famoso prodotto.
Il primo semestre, da gennaio a giugno 2016, ha visto così un incremento del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari a 218.631 chili per un totale di 240.000 salami prodotti.


La produzione di affettato invece segna valori stazionari mantenendosi in linea al 2015 con circa 29.823 confezioni per un peso di 3.367 Kg di prodotto certificato.
Fabio Bergonzi, Presidente del Consorzio Salame di Varzi, è molto soddisfatto del risultato e afferma “ci auguriamo che questi dai positivi siano confermati anche a fine anno. Abbiamo un prodotto di ottima qualità e siamo contenti che questa qualità ci venga riconosciuta anche dai consumatori”


Le origini del Salame di Varzi risalgono a tempi antichissimi. La tradizione vuole infatti che già i Longobardi utilizzassero il salame come alimento preferito durante le proprie trasmigrazioni sia per le caratteristiche di conservabilità sia per le indubbie proprietà nutritive.

Il Consorzio inizialmente volontario si è costituito nel giugno del 1984 con lo scopo di conseguire il riconoscimento della Denominazione di Origine, nonché di svolgere attività promozionale, di vigilanza, di tutela e garanzia del prodotto. Oggi vanta 9 Soci dei complessivi 12 produttori.
Dal 2001 il Salame di Varzi DOP è certificato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali; i controlli vengono eseguiti dall’Istituto Parma Qualità.
Il Consorzio è stato riconosciuto di Tutela con decreto dal MIPAAF il 28/01/2009.

25 Ottobre 2016
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